Insistere o no per i casinò nello stato di New York?

Più o meno alla stessa ora in cui il governatore Andrew M. Cuomo stava tenendo il suo discorso sulla necessità di cambiare la legge statale per permettere la costruzione di casinò tradizionali, una donna di mezza età si è alzata da una slot machine a cui stava giocando in una sala slot, avendo deciso di aver già scommesso abbastanza per quel giorno.

Il suo ultimo pensiero prima di smettere di giocare è andato proprio al governatore, e alla sua battaglia per l’inversione di tendenza riguardo al gioco d’azzardo nello stato di New York che permetterebbe la costruzione di casinò da parte gruppi non gestiti da tribù indiane (al momento le uniche ad avere il permesso), dando quindi la possibilità al pubblico di scegliere la migliore qualità possibile per giocare d’azzardo fra diverse opzioni.

“Perché, non esistono già?” chiede la donna, posando lo sguardo sulle slot scintillanti del Resorts World Casino di New York City. La risposta è no, tecnicamente no. La struttura nel Queens denominata Acqueduct Complex, dove il governatore Cuomo vuole far costruire anche un centro congressi, è considerata quello che in gergo chiamano “racino”, il che significa che è una struttura piena zeppa di slot machine, ma che non ha il permesso di impiegare neanche un croupier in carne e ossa. I casinò tradizionali di solito hanno almeno una manciata di impiegati “umani”, che lavorano ai tavoli da gioco.

Ma a questa donna, che ha preferito rimanere anonima, non piace particolarmente l’idea del governatore. “Preferisco che questo genere di attività resti ad Atlantic City” ha commentato, “avere tutto anche qui a New York potrebbe rivelarsi controproducente”. Vedremo come si evolverà la situazione e chi avrà ragione.